Interruttore antirimbalzo
Circuito antirimbalzo realizzato mediante filp-flop S-R
6 maggio 2010 - Giacomo Alessandroni
Il circuito antirimbalzo è un circuito elettronico utilizzato per produrre un impulso "pulito", in luogo di un numero imprecisato che si susseguono, sino ad arrivare ad un livello stazionario.
Infatti la meccanica dei deviatori è tale da produrre - durante la commutazione - un numero di rimbalzi (detti anche falsi contatti) non noto a priori. Questo fenomeno, impercettibile all'uomo ed ininfluente nella maggior parte delle applicazioni, è tuttavia importante quando si considerano applicazioni come i contatori.
Quest'ultimi - nati appunto per "contare" - acquisiscono ogni singolo rimbalzo del deviatore. Premesso questo, a meno che non si desidere generare numeri casuali, è fondamentale eliminare queste impurità quando, a valle del deviatore, si trova un circuito elettronico. Lo stesso dicasi per le testiere di un qualsiasi circuito elettronico: quante volte è stato premuto un generico tasto? Senza un circuito antirimbalzo non è dato saperlo.
Quest'operazione la si esegue agevolmente con un flip-flop "Set-Reset" come quello in figura. Le due resistenze sono resistenze di shunt, inserite per evitare cortocircuiti (forniscono un valore logico "1" alle porte NAND tranne quando il deviatore è a massa, nel qual caso ricevono "0").
Le porte NAND possono avere ingressi "01", oppure "11":
- quando il il deviatore si trova verso l'alto si ha S = 0 ed R = 1, il ché implica Q = 1;
- quando il deviatore viene portato verso il basso i rimbalzi nella parte superiore del pulsante non riescono a portare Q al livello logico 0, anche se S può oscillare tra "0" ed "1";
- quando il pulsante tocca la parte inferiore si ha R = 0 ed S = 1 e - di conseguenza - Q = 0;
- i rimbalzi che si susseguono nella parte inferiore non riusciranno più a far commutare l'uscita: perché ciò avvenga il pulsante dovrebbe ritornare verso l'alto.
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