Impianto fotovoltaico «fai da te» al Tecnico "Enrico Mattei"
L'ITIS MATTEI lancia il primo progetto di impianto fotovoltaico studiato, realizzato e finanziato da una scuola superiore. Ci provano a fare tutto da soli all'Istituto tecnico urbinate: la scuola, con il dirigente e i docenti, ha prodotto letteralmente il progetto per l'impianto da 44 KW e 200mila euro di spesa, con pannelli da posizionare sopra i tetti dei tre edifici scolastici, dopo aver impermeabilizzato le coperture con una guaina bituminosa. L'Itis consuma annualmente 100KW di energia e grazie all'impianto fotovoltaico ci sarà un risparmio del 40 per cento circa, vale a dire dai 6 ai 7mila euro al mese, cui si aggiunge il contributo statale per la produzione di energia. «Dopo un anno e mezzo di burocrazia, riusciamo ad arrivare alla fine di questo iter per la creazione dell'impianto — spiega il diregente scolastico Riccardo Rossini —: stiamo per firmare il contratto più importante nella storia dell'Itis. La vera novità è che non esistono altri casi in cui sia la scuola a fare tutto: oltre al progetto, noi penseremo anche all'investimento necessario, 200mila euro circa. In provincia di Ancona c'è l'Itis di Fermo, a Pesaro la Pirandello come esempi di scuole con impianti fotovoltaici posizionati sui tetti degli edifici, ma sono i Comuni o le amministrazioni pubbliche che hanno provveduto alla realizzazione e a sostenere le spese dei progetti. Noi abbiamo lavorato con il nostro progetto: per fortuna abbiamo trovato la volontà politica delle istituzioni ad appoggiarci e in Provincia siamo stati sostenuti al momento della presentazione del progetto e in tutto l'iter».
L'IMPIANTO sarà iniziato materialmente a breve: tra qualche giorno saranno infatti posizionati i pannelli fotovoltaici e, stando ai calcoli del preside, si avranno dei risparmi notevoli sulle spese della struttura: la Provincia di Pesaro e Urbino, ente cui l'Istituto fa capo, ha concesso di gestire i fondi che saranno risparmiati con l'impianto stesso. «La Provincia ci permetterà di utilizzare i fondi risparmiati per la sperimentazione e le attrezzature, un provvedimento fondamentale per proseguire nella ricerca, visto che lo Stato non ha dato un soldo per finanziare la scuola — continua il preside —:nell'arco di 6 o 7 anni, inoltre saremo in grado di ripagare completamente l'investimento fatto».
LA SCUOLA è pronta anche a contrarre un mutuo per pagare l'investimento, ma data l'unicità dell'iniziativa, si spera in una sponsorizzazione privata che potrebbe concretizzarsi presto: «Il compiacimento assoluto ci sarà quando avremo firmato il contratto — conclude Rossini —, ma per ora posso dire che noi per vocazione siamo portati alla ricerca: i nostri studenti, con un impianto fotovoltaico intero di ultima generazione monitorabile in tempo reale sui loro tetti, avranno a disposizione un laboratorio immenso».






