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Elaborato redatto da alcuni alunni della classe 1C, coordinati dalla prof.ssa Silvia Benini Hemmeler

L'assemblea costituente

Dopo l'uscita di scena del nostro Paese dall'incubo della II guerra mondiale si aprono nuovi orizzonti e speranze. Il primo è l'ordine democratico: verrà attuato dall'Assemblea costituente, formata da persone di orientamenti politici diametralmente opposti. Le opinioni personali diventeranno secondarie a favore di un'Italia più giusta per tutti. Una meravigliosa lezione di civiltà che vale la pena ricordare
16 maggio 2010 - Niquna Hallawapriyankarage, Nicola Bicchiarelli, Michele Bartolini, Thomas Terenzi

ll 25 Aprile 1945 finisce la seconda guerra mondiale per l’Italia. La sconfitta è pesante.

Cumuli di maceria ingombrano le strade delle città d’arte, la popolazione è avvilita, stremata, affamata. La situazione al centro-sud e al nord è differente. Nel mezzogiorno, il popolo ha vissuto la sconfitta, ne sente il peso ed ha in sé l’avvilimento dei vinti. Nel settentrione invece, il popolo, reduce della guerra partigiana, ha partecipato agli eventi ed ha in sé l’orgoglio della collaborazione. Il grande assente, in questo scenario, è lo Stato.

E’ il momento difficile della ricostruzione ed anche in questo senso, le tendenze sono differenti. Il Sud protende per una situazione di continuità con il passato, il Nord invece, richiede un futuro più moderno e più nuovo. L’unico legame fra il mezzogiorno e il settentrione si può trovare nella comune avversione per il fascismo.

Prima seduta dell'Assemblea Costituente, 25 giugno 1946 Queste le circostanze, in cui gli italiani furono chiamati a votare per la formazione dell’Assemblea Costituente, organo collegiale rappresentativo, che esercita il potere di determinare l’ assetto fondamentale dello Stato, formulando quel complesso di norme fondamentali, che è la Costituzione. In Italia si doveva redigere la Costituzione del nuovo Stato, il primo dopo venti anni di dittatura fascista. Si doveva anche scegliere la forma per questo nuovo stato: Monarchia o Repubblica. Bisogna, però, ricordare che la Monarchia deprecata da tutti, dopo l’8 settembre 1943, con la fuga del re a Brindisi, aveva acquistato nuovi consensi, dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III e l’affidamento della luogo tenenza al figlio Umberto, soprattutto nel mezzogiorno a sostegno dei loro ideali di continuità.

L’idea monarchica era appoggiata anche da gruppi di studenti, che non volevano rinnegare gli anni gloriosi del nostro Risorgimento, quando la Monarchia Sabauda aveva unificato l’Italia.

In questo clima di incertezze, di timori, e di speranze insieme alle elezioni del due giugno 1946 per la formazione dell’Assemblea Costituente, a suffragio universale maschile e femminile, fu indetto anche un Referendum popolare per la scelta della forma da dare al nuovo Stato, Monarchia o Repubblica.

Il risultato del Referendum fu a favore della Repubblica con il 54,3% dei voti. Inoltre furono eletti i 556 membri dell’Assemblea Costituente, appartenenti, nell’ordine delle preferenze ricevute ai vari partiti: Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Comunista, Unione Democratica Nazionale (ex Liberali), Partito Repubblicano ed altri partiti minori.

L’Assemblea Costituente, sotto la presidenza dell’ onorevole Vittorio Emanuele Orlando, nella sua prima riunione del 25 giugno 1946, elesse il suo primo presidente, l’onorevole Giuseppe Saragat. Come primo atto, il 28 giugno 1946, l’Assemblea Costituente elesse come capo provvisorio dello Stato, l’onorevole Enrico De Nicola e nominò una Commissione, formata da 75 membri, a cui affidò l’incarico di elaborare un progetto di Costituzione, che doveva essere poi ampiamente discussa ed infine approvata dall’ intera Assemblea. Con questa decisione si riteneva che un gruppo più ristretto potesse lavorare meglio e più approfonditamente rispetto alla totalità, troppo numerosa di tutti i partecipanti. Questa Commissione elesse il suo presidente, l’ onorevole Ruini e si suddivise in tre sotto-commissioni, a ciascuna delle quali fu affidato un tema da esaminare e redigere, sotto questo schema:

  • “Diritti e Doveri dei cittadini” – 1° Sottocommissione, presieduta dall’ onorevole Umberto Tupini.
  • “Organizzazione costituzionale dello Stato” – 2° Sottocommissione, presieduta dall’onorevole Umberto Terracini.
  • “Rapporti economici e sociali” – 3° Sottocommissione, presieduta dall’ onorevole Gustavo Ghidini.

Nell’ambito di questa Commissione, inoltre, fu anche costituito un Comitato, formato da 18 membri, identificato in seguito, con il nome di Comitato di redazione, al quale fu affidato il non facile compito di redigere il progetto definitivo della nuova Costituzione.

Nel frattempo, la rimanente parte dell’ Assemblea Costituente continuò i suoi lavori, nell’ ambito dei compiti, che le erano stati assegnati:

  • 1° redigere la Costituzione per il nuovo Stato.
  • 2° garantire la fiducia al Governo.
  • 3° approvare le leggi del bilancio.
  • 4° ratificare i trattati internazionali.

Il progetto definitivo della Costituzione fu presentato all’ Assemblea Costituente dall’onorevole Ruini, il 31 gennaio 1947. La discussione iniziò il 4 marzo 1947, sotto la presidenza dell’onorevole Umberto Terracini, succeduto all’onorevole Giuseppe Saragat, che aveva dato le dimissioni da presidente l’8 febbraio 1947 e si protrasse fino al 22 dicembre 1947, giorno, in cui fu approvata con votazione complessiva a scrutinio segreto: con 453 voti a favore e 62 contrari. Fu promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Mentre era in corso l’elaborazione della Costituzione, l’Assemblea Costituente svolse anche gli altri lavori, che facevano parte delle sue competenze, quale ad esempio la ratificazione del trattato di pace, firmato a Parigi il 10 febbraio 1947, e funzionò fino al 31 gennaio 1948 per approvare la legge del senato, gli statuti delle regioni autonome e la legge sulla stampa.

Note:

Clicca qui per leggere il testo dell'attuale Costituzione della Repubblica Italiana.

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